Le scommesse non hanno svuotato il mercato al dettaglio: dare la colpa al settore regolamentato significa ignorare le difficoltà.

Il settore della vendita al dettaglio ha nuovamente attribuito alle scommesse la responsabilità di una presunta crisi finanziaria. Questa accusa si basa su uno studio di Strategy& Brazil, commissionato dal think tank Retail Institute, che attribuisce alle scommesse online un presunto deflusso di capitali dal settore della vendita al dettaglio pari a circa 50 miliardi di real brasiliani all'anno.
Stime di questa portata confondono il volume totale delle transazioni che circolano sulle piattaforme con i loro profitti. Considerare il flusso lordo delle transazioni come denaro ritirato permanentemente dal mercato è un errore contabile elementare.
Uno studio condotto da LCA Consultoria, basato su dati pubblici, mostra l'altro lato della questione, stimando una spesa media netta mensile di R$ 122 per giocatore. Questo dato non elimina la necessità di politiche che promuovano il gioco responsabile, ma contribuisce a una comprensione più precisa del fenomeno. In altre parole, questa cifra di un miliardo di dollari è insostenibile.
Analizzando lo studio LCA, possiamo affermare che le catene di negozi al dettaglio non hanno perso clienti a causa delle scommesse online, bensì a causa di un cambiamento comportamentale in atto da anni.
Il settore della vendita al dettaglio sta perdendo terreno a favore dei marketplace digitali. Incolpare il settore regolamentato e basato su quote fisse significa ignorare le sfide che il retail si trova ad affrontare. Il consumatore di oggi si sente molto più a suo agio nell'utilizzare app, piattaforme e canali digitali per le vendite online.
Secondo l'Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica (IBGE), mentre le vendite al dettaglio sono cresciute di meno del 2% nel 2025, le vendite online hanno registrato un aumento a doppia cifra nello stesso anno, stando ai dati di GetNet. I soli settori dell'abbigliamento e dei cosmetici hanno visto incrementi rispettivamente del 39% e del 20%.
Secondo il rapporto relativo al quarto trimestre del 2025, Mercado Libre effettua 95 vendite al secondo. Al contrario, le scommesse rappresentano meno dell'1% dei consumi delle famiglie.
Questo nuovo settore del commercio al dettaglio non emerge chiaramente dalle statistiche ufficiali. Il motivo risiede in una lacuna metodologica: il barometro commerciale dell'IBGE (Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica), l'Indagine Mensile sul Commercio (PMC), è stato concepito per monitorare il volume delle vendite del commercio al dettaglio tradizionale, lasciando i mercati in una sorta di limbo che non viene pienamente rilevato. Stiamo misurando una nuova economia con vecchi standard.
L'intero Paese ha imparato a pagare tutto a rate. Le offerte di pagamento fino a 24 rate hanno trasformato il credito in uno dei principali motori dei consumi. Ma quando i pagamenti rateali si trasformano in debiti revolving su carte di credito, con tassi di interesse che sfiorano il 500% annuo, il debito diventa una palla di neve incontrollabile.
Il gioco d'azzardo non è la causa dell'indebitamento delle famiglie. I brasiliani hanno semplicemente cambiato il loro modo di acquistare e ora sono vincolati al credito. Chi chiude gli occhi di fronte a queste verità non perderà contro il gioco d'azzardo, ma contro la propria inerzia.
(*) Plinio Lemos Jorge è presidente dell'Associazione Nazionale dei Giochi e delle Lotterie (ANJL) e l'articolo è stato pubblicato su Estadão.


