Il CCT approva ampie restrizioni sulla pubblicità delle scommesse e rinnova gli avvertimenti sul rafforzamento del mercato illegale.

Scommesse I 02.09.26

Di: Magno José

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Un disegno di legge vieta l'uso dei social media ai bambini di età inferiore ai 12 anni e proibisce le ricompense nei giochi.
Il disegno di legge sostitutivo del senatore Alessandro Vieira per la legge pubblica 2470/2026 vieta la pubblicità e le sponsorizzazioni e introduce il reato di promozione delle "scommesse illegali", ma gli esperti del settore regolamentato sottolineano il rischio di un effetto contrario a quello previsto dal testo.

La Commissione per la Scienza, la Tecnologia, l'Innovazione e l'Informatica (CCT) del Senato ha approvato mercoledì (2) il parere del senatore Alessandro Vieira (MDB-SE) sul disegno di legge n. 2.470 del 2026, presentato dal senatore Damares Alves (Republicanos-DF) e da altri sei parlamentari. Il testo, approvato in forma sostitutiva, amplia significativamente le restrizioni sulla comunicazione di marketing, la sponsorizzazione e l'architettura del prodotto delle scommesse a quota fissa, modificando la legge 14.790/2023, quadro normativo per il settore.

L'approvazione è giunta il giorno successivo a un'audizione pubblica tenutasi presso la commissione stessa, con la partecipazione di rappresentanti del Ministero della Salute, della Segreteria Premi e Scommesse (SPA/MF), di organizzazioni della società civile e del settore regolamentato. La commissione ha inoltre approvato una richiesta di procedura d'urgenza, che ora passerà alla plenaria del Senato per la discussione. Seguendo la procedura ordinaria, il passo successivo sarà la Commissione per gli Affari Sociali (CAS) per la decisione finale.

È importante precisare fin da subito che il disegno di legge 2470/2026 è ancora ben lontano dal diventare legge. Dopo il Senato – dove dovrà ancora passare alla Plenaria, se verrà votata l'urgenza, o alla TAS (Commissione per gli Affari Sociali), nell'iter procedurale finale – la proposta dovrà essere analizzata dalla Camera dei Deputati e, infine, sancita (o bloccata, totalmente o parzialmente) dalla Presidenza della Repubblica. Qualsiasi effetto pratico della legge è, pertanto, ipotetico in questa fase.

Quali cambiamenti avvengono nel testo?

Il disegno di legge sostitutivo consolida le nuove norme all'interno della stessa legge n. 14.790/2023, anziché creare un regime parallelo. I punti centrali sono:

⇒ Ampio divieto di comunicazione di marketing (art. 16): di norma, è vietata qualsiasi pubblicità, diretta o indiretta, delle scommesse a quota fissa, inclusi TV, radio, stampa, social network, streaming, pubblicità programmatica, piattaforme di gioco elettroniche e contenuti di affiliati e informatori . L'eccezione è limitata alla diffusione strettamente istituzionale attraverso i canali propri dell'operatore (sito web ufficiale, app, aree riservate e servizio clienti), senza promesse di vincite, bonus o linguaggio incentivante.

⇒ Divieto di sponsorizzazione (art. 17-A): vieta i contratti con club, competizioni, trasmissioni sportive, eventi culturali, progetti sociali e influencer digitali, fatta eccezione per la sponsorizzazione di campagne di salute mentale, prevenzione del suicidio ed educazione finanziaria, a condizione che non vi sia esposizione del marchio.

⇒ Classificazione del rischio del prodotto (articoli da 29-D a 29-N): crea le categorie di "rischio elevato" e "rischio eccessivo" — quest'ultima comprende roulette, slot machine, crash games e sport virtuali simulati, la cui offerta è ora vietata.

⇒ Nuovo reato (art. 48-A): criminalizza, con la reclusione da uno a cinque anni, la promozione a pagamento da parte di un operatore non autorizzato — le cosiddette "scommesse clandestine" —, con pene aggravate se il promotore è un influencer, un atleta o una persona nota.

⇒ Periodi di transizione : 365 giorni per cessare la pubblicità vietata; 24 mesi per adattare o rescindere i contratti di sponsorizzazione; 90 giorni per ritirare dal mercato i prodotti eccessivamente rischiosi.

⇒ Regime sanzionatorio : multe che vanno da R$ 100 a R$ 50 milioni, con possibilità di sospensione e revoca dell'autorizzazione, destinate al Fondo sanitario nazionale.

L'avvertimento: vietare la pubblicità legale potrebbe rafforzare quella illegale.

Il punto che più preoccupa gli operatori del mercato regolamentato è proprio il fulcro della proposta: il divieto quasi totale di pubblicità da parte dei siti di scommesse autorizzati. Secondo l'Istituto Brasiliano per il Gioco Responsabile (IBJR), la motivazione è semplice: senza pubblicità legale, il consumatore perde il principale strumento per distinguere gli operatori autorizzati, che riscuotono le tasse e rispettano le norme a tutela dei giocatori, dalle piattaforme clandestine con sede all'estero, che non offrono alcuna garanzia di prelievo delle vincite o di protezione dei dati.

La logica è la stessa di altri mercati regolamentati: quando la pubblicità di prodotti legali scompare, non si elimina la domanda, ma si rimuove semplicemente il segnale per il consumatore che esiste un'alternativa regolamentata e responsabile. Lo spazio viene solitamente riempito dalla pubblicità di operatori illegali che, per definizione, operano già al di fuori della legge e non sono scoraggiati da un ulteriore divieto legale.

Si tratta, di fatto, di un contrasto che il testo sostitutivo stesso sembra in parte riconoscere: pur ampliando i divieti di pubblicità da parte degli operatori autorizzati, il testo introduce l'articolo 48-A per criminalizzare coloro che promuovono, a pagamento, operatori non autorizzati. Ma il nuovo reato penale ricade sul promotore di scommesse illegali e non risolve il vuoto informativo che l'ampio divieto lascia per il consumatore nel mercato regolamentato, il quale avrà sempre meno contatti con qualsiasi indicazione sulla legittimità di un operatore.

Si registra anche un significativo impatto economico, evidenziato da altri settori. Secondo i dati pubblicati dalla rivista Veja , la fine delle sponsorizzazioni legate alle scommesse nel calcio brasiliano potrebbe generare una perdita di fatturato superiore a 842 milioni di R$ solo per i club di Serie A, risorse attualmente utilizzate, tra l'altro, per il funzionamento delle stesse istituzioni sportive. Anche emittenti televisive, radiofoniche, portali e agenzie pubblicitarie perderebbero una delle maggiori fonti di introiti pubblicitari degli ultimi anni, con un potenziale impatto sul finanziamento della stampa specializzata e generalista che si occupa del settore, come nel caso di pubblicazioni come questa.

Il punto di vista opposto: la giustificazione in termini di salute pubblica.

Dall'altro lato del dibattito ci sono le argomentazioni che sono alla base del progetto stesso. Gli autori del disegno di legge sostengono, nella giustificazione allegata al testo, la necessità di una stima dei costi sociali, oltre a sottolineare l'inadeguatezza dell'autoregolamentazione condotta dal Consiglio nazionale per l'autoregolamentazione della pubblicità (CONAR), che – secondo la relazione – si concentra sui parametri formali della pubblicità responsabile e non raggiunge la struttura interna dei prodotti di scommesse.

Tra i media che si occupano dell'argomento viene citato anche uno studio della Confederazione Nazionale del Commercio (CNC) secondo il quale le scommesse hanno sottratto un ingente volume di risorse al commercio al dettaglio nell'arco di due anni: una cifra che è stata utilizzata come argomento centrale dai sostenitori di restrizioni più severe, sebbene la sua metodologia sia già stata messa in discussione da alcuni settori del mercato regolamentato.

Il disegno di legge 2470/2026 è ancora in fase di esame: il testo approvato dal CCT (Comitato per la Concorrenza e il Diritto) è ancora soggetto al voto della Plenaria del Senato (o del CAS, in caso di decisione definitiva), all'analisi della Camera dei Deputati e all'approvazione presidenziale prima di poter entrare in vigore. BNLData seguirà i prossimi sviluppi del processo.


Relazione e proposta di legge sostitutiva al progetto di legge n. 2.470/2026 approvate dal CCT.


 

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