Comsefaz stima che le "perdite" delle famiglie dovute al gioco d'azzardo ammontino a 62,5 miliardi di real brasiliani, ma la metodologia è viziata e ignora i dati ufficiali dell'Autorità garante della concorrenza (SPA).

La cifra sta circolando nelle redazioni, nei forum di politica pubblica e nei discorsi parlamentari: 62,5 miliardi di real brasiliani di "perdite" per le famiglie brasiliane a causa delle scommesse sportive nel 2025. Questo dato proviene dal 3° Aggiornamento del Bollettino Fiscale degli Stati brasiliani , redatto dal Comsefaz (Comitato Nazionale dei Ministri delle Finanze) in collaborazione con il Centro Internazionale Celso Furtado per le Politiche di Sviluppo, ed è stato ampiamente riprodotto dalla stampa senza la precisazione che gli autori stessi hanno registrato: si tratta di una stima dell'ordine di grandezza, non di una misurazione causale precisa. Di fatto, è solo l'ennesimo studio discutibile apposto al sigillo di garanzia BNLData.
La differenza tra quanto stimato dal rapporto e i dati ufficiali registrati è del 69%. Per lo stesso anno, il 2025, la Segreteria Premi e Scommesse del Ministero delle Finanze (SPA-MF) ha registrato un fatturato lordo di R$ 36.959.783.379,70 dichiarato dagli operatori autorizzati. La discrepanza rivela non solo una differenza di scala, ma anche un problema metodologico fondamentale.
Come è stato costruito il numero
La stima del Comsefaz non si basa sui dati dichiarati dalle società di scommesse. È ricavata dai trasferimenti Pix da persone fisiche a persone giuridiche classificate dalla Banca Centrale nella categoria "arte, cultura, sport e tempo libero", una denominazione del sistema di statistiche sui pagamenti dell'attività economica (EPAE), che va ben oltre il mondo delle scommesse. Palestre, società sportive, organizzatori di eventi, cinema e piattaforme di streaming sono inclusi nella stessa classificazione della Sezione R * della Classificazione Nazionale delle Attività Economiche (CNAE). (vedi in calce al testo)
La categoria "arte, cultura, sport e tempo libero" nel sistema di statistiche sui pagamenti (EPAE) della Banca Centrale non si riferisce esclusivamente alle case da gioco. La categoria comprende anche palestre, società sportive, organizzatori di eventi, cinema, piattaforme di streaming e altre attività non correlate alle scommesse. Il modello attribuisce tutta la crescita anomala complessiva di questa categoria dal 2025 in poi alle scommesse, senza isolare statisticamente la specifica componente delle scommesse all'interno del settore. Qualsiasi espansione organica di altri segmenti di questa categoria durante il periodo (ad esempio, la ripresa del settore degli eventi e del turismo dopo la pandemia o la crescita dello streaming) verrebbe automaticamente contabilizzata come "effetto scommesse".
La procedura metodologica descritta alle pagine da 38 a 40 del bollettino funziona come segue: i ricercatori hanno addestrato un modello ARIMA con dati fino ad agosto 2024, prima dell'entrata in vigore della normativa sulle scommesse a gennaio 2025, per proiettare quale sarebbe stato l'andamento "normale" delle serie di pagamenti in questa categoria. Tutto ciò che superava tale proiezione è stato attribuito al mercato delle scommesse. Il problema è immediato: qualsiasi espansione organica di altri segmenti della stessa categoria durante il periodo, come la ripresa del settore degli eventi dopo la pandemia o la crescita dello streaming, verrebbe automaticamente contabilizzata come un "effetto scommesse".
Un'ulteriore complicazione risiede nella scelta del punto di interruzione stesso. Gli autori riconoscono che la serie mostra già un punto di flesso a partire da agosto 2024, mesi prima dell'entrata in vigore del regolamento, attribuendo tale movimento alle aziende che avevano previsto degli adeguamenti alle nuove norme. Ciò significa che il periodo utilizzato per "addestrare" il modello potrebbe già contenere parte del fenomeno che si intendeva isolare, il che tende a gonfiare artificialmente l'effetto misurato a partire da gennaio 2025.
Quattro idee sbagliate che distorcono il dibattito.
L'analisi della metodologia evidenzia almeno quattro problemi che compromettono la comparabilità del dato con le informazioni ufficiali.
Il primo problema è l'imprecisione della categoria di dati. La classificazione "arte, cultura, sport e tempo libero" comprende una varietà di attività che vanno oltre le scommesse, e il modello non isola statisticamente la componente specifica delle scommesse all'interno dell'aggregato. Qualsiasi crescita in altri settori del comparto gonfia il numero attribuito alle scommesse.
Il secondo equivoco risiede nella confusione tra lordo e netto. Il rapporto presenta due cifre distinte per il 2025: un volume lordo aggiuntivo di 350,97 miliardi di R$ e un trasferimento netto di 62,5 miliardi di R$, definito come il valore che non ritorna ai giocatori sotto forma di premi. I media hanno addirittura trattato il valore lordo come se fosse la "perdita di famiglie". La cifra paragonabile al ricavo lordo dichiarato alla SPA-MF è quella netta; ma anche questa non è direttamente equivalente al GGR (Gross Gaming Revenue, ricavo lordo da gioco) calcolato dagli operatori autorizzati.
Il terzo problema è di natura strutturale: confrontare dati normativi con un'inferenza macroeconometrica come se fossero quantità equivalenti. Il fatturato lordo di 36,96 miliardi di R$ riportato dalla SPA-MF è un dato amministrativo dichiarato dagli operatori autorizzati, soggetto a specifiche norme contabili e controlli. La cifra di 62,5 miliardi di R$ è un'inferenza statistica sui flussi di pagamento aggregati, soggetta alla specificazione del modello ARIMA, al periodo di addestramento scelto e alla qualità della serie storica della Banca Centrale. Mescolare i due senza precisazioni equivale a confrontare una misurazione diretta con una stima indiretta, ignorando i margini di errore inerenti a ciascun approccio.
Il quarto equivoco riguarda l'affermazione stessa di causalità. Il rapporto interpreta la differenza tra i dati osservati e quelli controfattuali come un trasferimento dalle famiglie al settore, ma una discrepanza statistica tra le serie rappresenta, al massimo, un'associazione temporale. Per supportare la causalità, sarebbero necessari dati amministrativi provenienti direttamente dalle case di scommesse, con entrate e uscite di premi, analisi delle abitudini di consumo individuali o quasi-esperimenti che isolassero l'effetto della regolamentazione da altre variabili concomitanti nello stesso periodo.
Lacune che il bollettino non affronta.
Il documento non cita, in alcun punto, i dati ufficiali sui ricavi del 2025 pubblicati da SPA-MF. Questa assenza è significativa per due motivi. Il primo è che il confronto dei dati con le cifre ufficiali consentirebbe proprio di calibrare la stima. Il secondo è che la discrepanza del 69% tra le due cifre è di gran lunga superiore a quella che si potrebbe attribuire al mercato delle scommesse illegali, le cui dimensioni non giustificano tale differenza, il che evidenzia problemi nella specificazione stessa del modello.
Il rapporto è inoltre privo di test di sensibilità che consentirebbero al lettore di valutare la stabilità del risultato: non sono presenti variazioni nell'intervallo di stima, modelli alternativi, intervalli di confidenza o controlli per la stagionalità. Senza queste dimostrazioni di robustezza, è impossibile sapere se i 62,5 miliardi di R$ resisterebbero a scelte metodologiche leggermente diverse.
Il problema non è l'esistenza dello studio. I modelli statistici indiretti sono utili per comprendere fenomeni per i quali mancano ancora serie di dati consolidate. Il problema è la diffusione del dato senza le precisazioni che gli autori stessi hanno incluso nel documento, in un momento in cui il dibattito normativo sulle scommesse sportive è ancora in corso e le stime d'impatto influenzano direttamente le narrazioni e le decisioni istituzionali.
(*) La sezione R della CNAE (Classificazione Nazionale delle Attività Economiche) dell'IBGE Concla è suddivisa in quattro divisioni principali (codici da 90 a 93):
Divisione 90: Attività artistiche, creative e di intrattenimento
Spettacoli e arti performative : produzioni teatrali, musicali, di danza e circensi.
⇒ Servizi infrastrutturali: Servizi audio e luci per eventi.
⇒ Creazione artistica: opere di artisti visivi, giornalisti indipendenti e scrittori.
⇒ Gestione degli spazi: amministrazione di teatri, sale da spettacolo e centri culturali.
Divisione 91: Attività relative al patrimonio culturale e ambientale
⇒ Strutture culturali: Gestione di musei e conservazione di siti ed edifici storici.
⇒ Collezioni e documenti: Attività di biblioteche e archivi di documentazione.
⇒ Tutela dell'ambiente: Gestione di giardini botanici, zoo e riserve ecologiche.
Sezione 92: Attività di gioco d'azzardo e scommesse
⇒ Lotterie e scommesse: Gestione di giochi d'azzardo autorizzati e vendita di biglietti della lotteria.
⇒ Casinò e sale bingo: Gestione di giochi d'azzardo fisici o virtuali autorizzati dalla legge.
Divisione 93: Attività sportive, ricreative e per il tempo libero
⇒ Club e leghe: Gestione di club e federazioni sportive ufficiali o amatoriali.
⇒ Impianti fisici: Gestione di palestre, stadi, campi da gioco e piscine.
⇒ Tempo libero e intrattenimento: discoteche, locali da ballo, parchi divertimento e parchi a tema.


