Le società fintech specializzate nei pagamenti si affrettano a Brasilia per rinegoziare la stretta sulle scommesse illegali.

Le piccole e medie fintech del settore dei pagamenti si stanno affrettando a Brasilia per cercare di rinegoziare le regole della stretta del Ministero delle Finanze sulle scommesse illegali. Il movimento, riportato dalla rubrica di Guilherme Amado su AmadoMundo di lunedì 22 giugno, vede i rappresentanti del settore richiedere incontri urgenti presso la Segreteria dei Premi e delle Scommesse (SPA).
La preoccupazione in questo settore deriva dal fatto che diverse di queste società sono cresciute elaborando transazioni Pix provenienti da piattaforme di scommesse che operavano illegalmente. Le grandi banche, dotate di sistemi di conformità più solidi, non corrono gli stessi rischi.
Termine di 24 ore e responsabilità solidale
Il principale punto di pressione sul settore è il termine di 24 ore imposto dalla nuova normativa per il congelamento dei conti di scommesse dopo la notifica ufficiale. Chi non rispetta tale termine si assume la responsabilità fiscale solidale per i debiti tributari della piattaforma irregolare.
La normativa punisce gli intermediari di pagamento che "contribuiscono allo sfruttamento irregolare" delle scommesse illegali. È proprio questo concetto che le società fintech vorrebbero rinegoziare o attenuare con la SPA, secondo quanto riportato dalla rubrica.
L'argomentazione presentata al governo include il rischio di un "effetto domino di fallimenti" nel settore. L'industria sostiene che la rigida applicazione della norma potrebbe rendere le operazioni non redditizie per le aziende che, a loro dire, non avevano modo di distinguere le piattaforme legali da quelle irregolari al momento dell'elaborazione delle transazioni.


