Il tribunale respinge la causa intentata da un giocatore d'azzardo compulsivo contro Ana Gaming Brasil in Bahia.

Scommesse I 24.06.26

Di: Magno José

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Negli ultimi tre anni i brasiliani hanno intentato più di 1,1 cause legali contro le società di scommesse.
Il tribunale di Senhor do Bonfim ha respinto la richiesta di annullamento delle scommesse e di risarcimento, sottolineando il rischio intrinseco dell'attività e la colpa esclusiva del consumatore.

Il Tribunale Civile Speciale del Distretto di Senhor do Bonfim (BA) ha respinto la causa intentata da Edson Carlos Araújo Medrado contro Ana Gaming Brasil SA, gestore delle piattaforme 7K, Vera.bet e Cassino.bet. Il giocatore sosteneva di soffrire di ludopatia e che la società non fosse riuscita a controllare il suo comportamento compulsivo durante l'utilizzo dei servizi.

La sentenza, pronunciata dalla giudice laica Jéssica Cavalcanti Barros Ribeiro e ratificata dal giudice Tardelli Boaventura, definisce con precisione l'ambito di responsabilità degli operatori di scommesse digitali nei confronti dei consumatori che dichiarano di soffrire di ludopatia.

Ciò che il giocatore ha affermato

Nella causa intentata con il numero di caso 0001355-69.2026.8.05.0244, il querelante ha richiesto l'annullamento delle scommesse piazzate, la restituzione delle somme perse e un risarcimento per danni morali. L'argomentazione principale era che il gestore aveva trascurato di monitorare il suo comportamento, anche a fronte di una diagnosi di dipendenza dal gioco d'azzardo.

Ana Gaming Brasil SA è stata rappresentata dagli avvocati Udo Seckelmann, Thiago Stüssi e Beatriz Braz dello studio legale Bichara e Motta Advogados. La difesa ha presentato documentazione che dimostrava la conformità alle normative vigenti.

La base della sentenza

Il giudice ha individuato tre linee di ragionamento che, considerate nel loro insieme, escludevano la responsabilità della società.

Il primo punto riguarda il rischio intrinseco dell'attività. La sentenza ha evidenziato che le perdite fanno parte del rischio naturale delle scommesse sportive, un aspetto di cui ogni partecipante è consapevole quando intraprende questo tipo di attività. Il percorso dello stesso ricorrente sulla piattaforma ha indebolito l'argomentazione delle perdite continue; su una delle piattaforme gestite dal convenuto, è stato infatti accertato che egli aveva realizzato un profitto.

Il secondo aspetto riguardava la conformità normativa dell'operatore. Ana Gaming Brasil ha dimostrato la piena conformità alle normative della Commissione per i Titoli e gli Scambi del Brasile (SPA/MF) e possedeva il sigillo COMPULSAFE della Società Brasiliana di Supporto ai Giocatori Compulsici (EBAC). Inoltre, offriva strumenti per l'autolimitazione dei depositi, delle perdite e il controllo delle sessioni; risorse che lo stesso Medrado utilizzava quando richiedeva l'autoesclusione su tutte le piattaforme, una richiesta elaborata automaticamente e immediatamente.

Il terzo argomento riguarda la conoscenza dello stato di salute dell'utente. Il giudice ha sottolineato che non vi sono prove che l'operatore fosse a conoscenza della diagnosi di ludopatia al momento delle scommesse. La registrazione standard non richiede, né potrebbe richiedere, informazioni sulla salute mentale, in quanto si tratta di dati sensibili.

La colpa è esclusivamente del consumatore.

Sulla base di questi elementi, il giudice ha concluso che il giocatore è una persona capace di intendere e di volere e che, registrandosi volontariamente ed effettuando depositi pur essendo consapevole delle sue condizioni di salute, si è assunto da solo il rischio delle proprie scelte.

La sentenza ha applicato l'articolo 14, § 3, comma II, del Codice di protezione dei consumatori, che prevede l'esclusione della responsabilità del fornitore quando la perdita è imputabile esclusivamente al consumatore. La decisione respinge pertanto l'idea che la vulnerabilità del consumatore trasferisca automaticamente la responsabilità alla piattaforma, stabilendo che, in assenza di prova di vizio del consenso, incapacità o inadempimento nell'erogazione del servizio, le perdite derivanti dalla scommessa restano a carico dell'utente.

Questo precedente è rilevante per il settore delle scommesse digitali in un momento di consolidamento normativo in Brasile; la questione dei limiti del dovere di diligenza degli operatori nei confronti dei giocatori compulsivi è ancora lungi dall'essere risolta nei tribunali del paese.

 

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