Lula difende la chiusura delle attività di scommesse online che non dispongono di una ragione sociale registrata nel paese.

Scommesse I 15.08.26

Di: Magno José

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Lula difende la chiusura delle attività di scommesse online che non dispongono di una ragione sociale registrata nel paese.
Il presidente mette in discussione la continua presenza delle piattaforme di scommesse in Brasile e prevede uno scontro con la "lobby delle scommesse" in parlamento.

Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) ha difeso, venerdì 14 agosto, la chiusura delle piattaforme di scommesse online in Brasile qualora il settore non presentasse una giustificazione sociale per continuare a operare nel Paese. Nella stessa dichiarazione, il presidente ha rivelato di essere a conoscenza dell'esistenza di una "lobby delle scommesse" all'interno del Congresso Nazionale.

La dichiarazione mette in luce un dilemma concreto per scommettitori e autorità di regolamentazione; gli esperti avvertono che un eventuale divieto potrebbe ampliare la già significativa quota del mercato illegale, stimata tra il 38% e il 44% del totale, secondo uno studio di LCA Consultores e dell'Istituto Locomotiva pubblicato questa settimana. Gli operatori illegali attraggono utenti proprio perché non rispettano gli obblighi del mercato regolamentato, come la registrazione semplificata, l'assenza di limiti e avvisi, e l'offerta di bonus aggressivi, che li pone al di fuori dei meccanismi di tutela dei consumatori stabiliti dall'organismo di regolamentazione federale.

Lula ha rilasciato queste dichiarazioni durante un'intervista con Déia Freitas, del canale Não Inviabilize, e il podcast As Cunhãs. Il presidente è stato diretto nel presentare la sua argomentazione centrale. "Se nessuno mi mostra una ragione sociale per cui queste scommesse debbano continuare, dobbiamo porvi fine", ha affermato.

Resistenza al Congresso

Il presidente ha riconosciuto in anticipo che qualsiasi offensiva contro il settore incontrerà resistenza in parlamento. Citando la "lobby delle scommesse", Lula ha chiarito di considerare lo scontro un'inevitabile disputa politica. "So che c'è una lobby delle scommesse al Congresso. Ma è una battaglia che dovremo combattere perché la società non può essere destabilizzata per qualcosa che possiamo controllare", ha dichiarato.

La posizione presentata dal presidente coniuga due punti principali: la messa in discussione della persistenza delle scommesse online nel Paese e la valutazione che qualsiasi iniziativa volta a limitare o chiudere tale attività comporterà necessariamente un dibattito in seno al Congresso nazionale.

Nelle sue dichiarazioni, Lula non ha specificato quali misure concrete il governo potrebbe adottare, né ha indicato una tempistica per eventuali azioni contro il settore.

 

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