Il Ministero della Giustizia regola il recupero dei fondi derivanti da scommesse illegali; l'importo potrebbe superare 1 miliardo di real brasiliani.

Il Ministero della Giustizia e della Pubblica Sicurezza (MJSP) ha regolamentato la procedura amministrativa che consentirà di procedere al recupero di oltre 1 miliardo di R$ di fondi bloccati relativi all'attività di scommesse illegali. L'ordinanza n. 1.287/2026, firmata mercoledì (2) dal Ministro Wellington César Lima e Silva, stabilisce, all'interno del Ministero, il flusso dei processi preparatori per la confisca di tali risorse.
Questa misura crea il necessario iter amministrativo affinché i beni sequestrati agli operatori irregolari di scommesse a quota fissa vengano incorporati nel patrimonio dell'Unione e assegnati al Fondo nazionale di sicurezza pubblica (FNSP) dopo un regolare iter amministrativo e una sentenza di confisca emessa da un tribunale.
La procedura sarà condotta dalla Segreteria Nazionale della Pubblica Sicurezza (Senasp), tramite la Direzione Generale della Gestione del Fondo Nazionale per la Pubblica Sicurezza (DGFNSP). Tale dipartimento sarà responsabile della ricezione dei documenti trasmessi dalla Segreteria Premi e Scommesse del Ministero delle Finanze, dell'analisi della documentazione, dell'avvio e della gestione dei casi e dell'emissione del provvedimento amministrativo di primo grado.
Una volta conclusa questa fase, i casi in cui si conferma la fondatezza della confisca saranno trasmessi alla Procura Generale per la valutazione e l'adozione del relativo provvedimento legale.
Secondo il Segretario Nazionale per la Pubblica Sicurezza, Chico Lucas, il regolamento crea le condizioni per trasformare le risorse legate ad attività illegali in investimenti per la protezione della popolazione.
“Stiamo creando un percorso che permetta al denaro proveniente da attività illegali di tornare alla società sotto forma di sicurezza pubblica. Stiamo parlando di un potenziale di oltre 1 miliardo di reais che, una volta completate tutte le procedure amministrative e giudiziarie, potrebbe rafforzare il Fondo nazionale per la sicurezza pubblica ed espandere la capacità di investimento negli stati e nel Distretto Federale. È una logica importante: sottrarre risorse alle attività illegali e convertirle in infrastrutture, tecnologie e capacità operative per chi combatte la criminalità”, afferma Chico Lucas.
L'ordinanza stabilisce le diverse fasi della procedura, dalla ricezione della documentazione al suo eventuale inoltro alla Procura generale. Dopo l'avvio del procedimento, un Comitato per le istruzioni procedurali, composto da almeno tre funzionari pubblici, sarà responsabile dell'analisi dei documenti e delle prove e della redazione di una relazione conclusiva.
La parte interessata verrà informata e avrà 15 giorni di tempo per presentare una difesa, documenti, indicare prove e elencare i testimoni. Sarà inoltre garantito un ricorso amministrativo, entro dieci giorni, contro la decisione di primo grado. Il ricorso sarà esaminato dal Ministro della Giustizia e della Pubblica Sicurezza.
La norma chiarisce che la decisione amministrativa non comporta automaticamente l'incorporazione dei fondi nell'Unione. La confisca dipende da una decisione giudiziaria. Al termine della fase amministrativa, i fascicoli saranno trasmessi alla Procura Generale (AGU), che valuterà i presupposti e la strategia per l'azione legale più opportuna.
Secondo Camila Pintarelli, direttrice della gestione presso il Fondo nazionale di sicurezza pubblica, il regolamento garantisce la sicurezza giuridica della procedura e crea le condizioni affinché le risorse vengano restituite alla società.
“Con questo decreto, compiamo un passo concreto verso la trasformazione del danno causato dalle scommesse illegali in protezione per la società. Creando un percorso solido, trasparente e giuridicamente sicuro per sottrarre questi beni all'illegalità, consentiamo che le risorse precedentemente associate a queste pratiche dannose vengano destinate direttamente al rafforzamento e alla strutturazione della sicurezza pubblica brasiliana, e restituite alla popolazione sotto forma di prevenzione, cura e protezione”, sottolinea Pintarelli.
Risorse per la sicurezza pubblica
I fondi effettivamente confluiti nel Fondo nazionale per la pubblica sicurezza a seguito di una decisione giudiziaria saranno registrati e monitorati dalla DGFNSP (Direzione generale per la pubblica sicurezza nazionale). Il Senasp (Segretariato nazionale per la pubblica sicurezza) sarà responsabile della proposta di impiego di tali risorse per le azioni finanziate dal Fondo, nel rispetto della legislazione di bilancio e finanziaria e della pianificazione strategica del Segretariato.
L'ordinanza stabilisce inoltre che, ove possibile, verrà data priorità all'assegnazione di tali risorse a trasferimenti obbligatori, con modalità da fondo a fondo, verso gli Stati e il Distretto Federale.
Il monitoraggio riguarderà tutte le fasi, compresa la registrazione degli importi bloccati segnalati dalle autorità competenti, degli importi sottoposti a revisione giudiziaria e di quelli effettivamente incorporati nel patrimonio dell'Unione, oltre alla produzione di report e indicatori di gestione.
Il regolamento stabilisce inoltre che qualsiasi prova di altre attività illegali individuata durante l'analisi dei casi deve essere segnalata alle autorità competenti.
Nei casi relativi a potenziali reati penali, le informazioni saranno trasmesse alla Procura della Repubblica e alle autorità di polizia. Qualora vi siano prove relative a crediti d'imposta, saranno informati l'Agenzia delle Entrate federale e l'Ufficio del Procuratore Generale del Tesoro nazionale.
Il decreto n. 1.287/2026 entra in vigore alla data della sua pubblicazione.


