Legge sulle scommesse: 17 club ricorrono alla Corte Suprema contro il divieto di gioco d'azzardo online.

Scommesse I 03.10.26

Di: Magno José

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Le squadre della Série A e B (campionati calcistici brasiliani) hanno chiesto alla Corte Suprema di annullare il decreto che vieta le scommesse online e che incide sui finanziamenti degli enti sportivi per 437,9 milioni di real; i club avvertono che il divieto potrebbe paralizzare il campionato brasiliano.

Fluminense, Botafogo e altri 15 club si sono rivolti alla Corte Suprema Federale per chiedere di essere ammessi come parti in causa nelle azioni legali di incostituzionalità che contestano il divieto di scommesse imposto dal governo federale. Le richieste sono state presentate venerdì 2 ottobre, e seguono quella del Flamengo, che aveva presentato un ricorso individuale alla Corte Suprema Federale alcuni giorni prima.

In totale, 17 club di Serie A e B hanno aderito al movimento avviato dal Flamengo. Oltre a Fluminense e Botafogo, il gruppo comprende: América, Athletic, Atlético-GO, Avaí, Botafogo-SP, Ceará, Chapecoense, CRB, Criciúma, Cruzeiro, Goiás, Juventude, Mirassol, Novorizontino e Vila Nova. Le richieste sono legate al Ricorso Diretto di Incostituzionalità 8027.

Lo stesso giorno, altri cinque club, São Paulo, Ponte Preta, Guarani, Vitória e Portuguesa, hanno presentato una petizione separata al Ministro Luiz Fux, relatore di altri casi riguardanti le scommesse presso la Corte Suprema Federale (STF). Questi club avevano presentato la richiesta giovedì 1° ottobre e chiedono un periodo da sei mesi a un anno per adeguarsi alle disposizioni del Decreto Legge n. 1.394 del 25 settembre 2026, che vieta il gioco d'azzardo online in Brasile.

Rischio per il campionato brasiliano

I cinque club sostengono che il calcio costituisca il "patrimonio culturale" del Paese, secondo la Costituzione federale, e citano il rischio concreto di un'interruzione del campionato brasiliano. "I dirigenti dei club e la federazione calcistica nazionale stanno discutendo la possibilità di sospendere il campionato brasiliano", affermano nella denuncia. I club aggiungono che "i ricorrenti non presentano questa notizia come strumento di pressione, che non condividono, ma come sintomo oggettivo della portata della crisi: il principale campionato del Paese sta discutendo della propria interruzione a poche settimane dalla sua conclusione".

Nel documento, i club sostengono che "il MP [1.394] fa esattamente il contrario: rompe unilateralmente e provvisoriamente la solidità economica che la legge impone allo Stato di preservare". Secondo loro, la linea di credito offerta dall'Esecutivo come contropartita è insufficiente e non sostituisce, durante la stagione, le entrate eliminate dal MP.

I club sottolineano inoltre come problema la scadenza fissata dal provvedimento provvisorio: la rimozione di tutto il materiale pubblicitario e di sponsorizzazione dai siti di scommesse deve avvenire entro dieci giorni, il che costringerebbe i club a cercare immediatamente nuovi sponsor.

Tempistiche e impatto finanziario

Nel frattempo, l'Associazione Nazionale dei Giochi e delle Lotterie (ANJL) ha presentato un nuovo ricorso alla Corte Suprema Federale (STF) chiedendo un esame urgente degli appelli entro le 23:59 del 5 ottobre 2026, data di entrata in vigore del Decreto Legge n. 1.394. L'organizzazione mette in guardia contro l'impatto finanziario del divieto sull'intero sistema sportivo brasiliano.

Tra gennaio 2025 e luglio 2026, le società di scommesse hanno stanziato 437,9 milioni di real brasiliani a favore di diverse entità sportive, secondo quanto riportato dall'ANJL. Tra i beneficiari figurano il Comitato Olimpico Brasiliano, il Comitato Paralimpico Brasiliano, il Comitato Brasiliano dei Club, enti sportivi universitari e scolastici, il Comitato Brasiliano dei Club Paralimpici, le associazioni sportive per adulti (APAE - Associazione Genitori e Amici di Bambini con Bisogni Speciali), Pestalozzi e la Croce Rossa, oltre a varie discipline sportive. Il calcio, in particolare, avrebbe ricevuto circa 175 milioni di real brasiliani in questo periodo, secondo l'associazione.

Nella causa, l'ANJL sostiene che "l'interruzione di questo flusso, pertanto, non produce un effetto settoriale isolato: colpisce immediatamente le istituzioni sportive, i progetti sociali e le strutture di interesse pubblico che dipendono da queste risorse, creando conseguenze concrete per la loro capacità di finanziamento e la continuità delle attività. Oltre a interrompere gli stanziamenti pubblici per la sanità, la sicurezza, la previdenza sociale, lo sport e il turismo".

Precedente insoddisfazione nei confronti del governo

Il rapporto tra i club e il governo era già teso prima della legge sulle scommesse. I dirigenti dei club riferiscono, a porte chiuse, di non essere stati ascoltati dal potere esecutivo, citando come esempio la Legge Generale sullo Sport, approvata nel 2023, quando decine di disposizioni bocciate con il veto provocarono un'ampia reazione nel settore. La lamentela principale riguarda la mancanza di dialogo; secondo i dirigenti dei club, il governo ha avuto quattro anni per discutere di queste questioni e non l'ha fatto.

Il malcontento raggiunse il punto in cui i club organizzarono un boicottaggio della riunione convocata dal governo per discutere la fine delle scommesse. La riunione finì per essere annullata; sebbene la giustificazione ufficiale fosse "problemi logistici", la scarsa partecipazione causata dai club influenzò notevolmente la decisione.

Non è stata fissata una scadenza precisa entro la quale il Ministro Luiz Fux dovrà pronunciarsi sulle cause legali che contestano il provvedimento provvisorio 1.394 dinanzi alla Corte Suprema Federale.

 


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