MPDFT fa causa a Virginia e Blaze per 120 milioni di R$ in un'azione civile pubblica.

Scommesse I 09.07.26

Di: Elaine Silva

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MPDFT fa causa a Virginia e Blaze per 120 milioni di R$ in un'azione civile pubblica.
La Procura Federale del Distretto Federale (MPDFT) richiede inoltre un'ingiunzione urgente per obbligare la Virginia a rimuovere immediatamente dai social media tutti i contenuti pubblicitari relativi alle scommesse che promettono profitti irrealistici (Foto: Social Media).

La Procura del Distretto Federale e dei Territori (MPDFT) ha intentato un'azione civile pubblica contro l'influencer Virginia Fonseca e la società di scommesse Blaze. La causa è stata depositata presso la Corte di Giustizia del Distretto Federale e dei Territori (TJDFT) questo mercoledì (8 luglio).

La causa, rivelata dalla rubrica Grande Angular di Metrópoles, chiede la condanna congiunta di Virginia e Blaze al risarcimento per danni morali collettivi, per un importo minimo di 120 milioni di real brasiliani. Il caso è in corso di esame presso il 7° Tribunale Civile di Brasilia e non è ancora stata emessa una sentenza.

Il procuratore Paulo Roberto Binicheski, responsabile della denuncia iniziale, definisce Virginia come il "braccio operativo della raccolta fondi della piattaforma", "colei che diffonde il messaggio fuorviante e induce all'acquisto". Nel documento, sostiene che "raccomandando prodotti e servizi, gli influencer inducono il pubblico ad adottare comportamenti in linea con lo stile di vita che promuovono. Questa credibilità trasforma le raccomandazioni in veri e propri sigilli di approvazione, generando una legittima aspettativa nei consumatori. L'approvazione dell'influencer va oltre la semplice opinione, conferendo una garanzia implicita di qualità, basata sulla fiducia instaurata con il pubblico".

Rimozione dei contenuti e ingiunzione urgente.

La Procura Federale del Distretto Federale (MPDFT) richiede inoltre un'ingiunzione urgente per obbligare la Virginia a rimuovere immediatamente dai social media "tutti i contenuti pubblicitari relativi alle scommesse che promettono profitti irrealistici; ingannano il consumatore; incoraggiano a scommettere su una squadra, un evento o una condizione sportiva specifici; o utilizzano tecniche ingannevoli e pubblicità camuffata in contenuti di natura personale".

Il procuratore precisa che l'azione "non si limita al risarcimento dei danni già causati, ma mira soprattutto a prevenire il ripetersi di pratiche pubblicitarie abusive, accertate in un contesto di elevata visibilità sociale, come le campagne trasmesse durante i Mondiali e, in particolare, l'induzione abusiva dell'influencer nella partita tra Argentina e Capo Verde, episodio che esemplifica la capacità della pubblicità di trarre in inganno il consumatore e rafforza la necessità di un'azione giudiziaria volta a contenere il ripetersi di tali condotte".

L'ammontare del risarcimento è stato stimato "alla luce della dimensione economica dell'attività svolta, dell'impatto sociale della condotta e del potenziale danno della pubblicità irregolare". Il pubblico ministero ha richiesto che la somma fosse destinata "preferibilmente a programmi sociali, educativi e di supporto psicologico rivolti a consumatori e scommettitori, oppure al Fondo per la Difesa dei Diritti Diffusi (FDD)".

Il caso è il risultato di un'inchiesta civile avviata dalla 1ª Procura per la Tutela dei Consumatori (Prodecon) per indagare sulla piattaforma Blaze.

Alcuni dipendenti della Procura si sono infiltrati nei gruppi di clienti.

I dipendenti della Procura Federale del Distretto e dei Territori (MPDFT) si sono registrati come clienti sulla piattaforma di scommesse Blaze per raccogliere prove a supporto di un'azione civile pubblica intentata contro la società e l'influencer Virginia Fonseca. La strategia mirava a monitorare attentamente le comunicazioni di marketing e pubblicitarie inviate dall'operatore agli utenti, al fine di garantire la validità procedurale delle prove digitali raccolte.

Secondo il procuratore Paulo Roberto Binicheski, che ha presentato la richiesta, i documenti raccolti dimostrano che Blaze adotta una politica coerente e mirata di invio di email promozionali ai propri abbonati, utilizzando tattiche come "offerte con un linguaggio persuasivo e un senso artificiale di urgenza" per incoraggiare nuove scommesse.

Il materiale è servito come base per la causa legale che chiedeva milioni di dollari di risarcimento danni alla piattaforma e all'influencer, dettagli che Metrópoles aveva già rivelato in un precedente articolo sul caso.

Risposta difensiva

Il team di difesa della Virginia ha appreso della causa tramite la stampa giovedì 9 luglio e ha rilasciato una dichiarazione in cui respinge le accuse. La loro posizione è che "la responsabilità civile deve basarsi su prove concrete e non su presunzioni o inferenze derivanti dallo status di personaggio pubblico dell'influencer".

Nella dichiarazione, gli avvocati sottolineano che "la petizione iniziale stessa riconosce l'esistenza di indagini in corso, inclusa la richiesta di contratti e altre informazioni rilevanti" e sostengono che "l'Ufficio del Pubblico Ministero del Distretto Federale (MPDFT) avrebbe potuto attendere la conclusione delle indagini avviate dall'agenzia stessa". La difesa ha inoltre affermato di "confutare le accuse mosse nella causa, in particolare qualsiasi accusa di collusione, comportamento predatorio o intento di arrecare danno ai consumatori" e che dimostrerà "in modo tecnico e documentato, la natura infondata delle accuse mosse contro Virginia Fonseca".

Leggi la dichiarazione di difesa della Virginia per intero:

"Il team di difesa di Virginia Fonseca ha appreso dell'azione civile pubblica tramite la stampa questo giovedì (9 luglio). Le accuse saranno tecnicamente affrontate nel fascicolo del caso."

Tuttavia, va notato che la stessa istanza iniziale riconosce l'esistenza di indagini in corso, tra cui la richiesta di contratti e altre informazioni rilevanti. Questi documenti sono essenziali per il completo chiarimento dei fatti, in particolare per quanto riguarda la natura del rapporto, la forma di remunerazione e i limiti dell'attività pubblicitaria di Virginia Fonseca.

La difesa sostiene che la Procura federale del distretto (MPDFT) avrebbe potuto attendere la conclusione delle indagini avviate dall'agenzia stessa, il che avrebbe certamente dato al caso una direzione diversa.

La difesa respinge le accuse mosse nella causa, in particolare quelle relative a collusione, comportamento predatorio o intento di danneggiare i consumatori. La responsabilità civile deve basarsi su prove concrete, non su presunzioni o deduzioni derivanti dallo status di personaggio pubblico dell'influencer.

La difesa ribadisce la propria fiducia nelle istituzioni e nella magistratura e fornirà tutti i chiarimenti necessari nel fascicolo processuale, dimostrando in tal modo, in maniera tecnica e documentata, l'infondatezza delle accuse mosse contro Virginia Fonseca. 

 

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