L'operazione Dirty Bet, condotta da CyberGAECO/MPRJ, prevede perquisizioni in tre stati nei confronti di individui indagati per la gestione di siti di scommesse illegali, truffe e riciclaggio di denaro.

Ad ogni nuova perquisizione effettuata dalla polizia, viene alla luce una nuova collezione di oggetti insoliti: auto di lusso, orologi, dollari, euro, sterline britanniche, pesos cileni e sol peruviani, oltre a criptovalute in transito verso conti esteri. L'inventario sequestrato giovedì 13 agosto nell'ambito dell'Operazione Dirty Bet rivela la portata e la sofisticatezza di un sistema che ha trasformato il mercato regolamentato delle scommesse online in una fonte di arricchimento illecito.
L'operazione è stata avviata dall'Unità per la criminalità informatica della Task Force specializzata per la lotta alla criminalità organizzata della Procura di Rio de Janeiro (CyberGAECO/MPRJ), con il supporto dell'Unità di coordinamento per la sicurezza e l'intelligence (CSI/MPRJ). Sette mandati di perquisizione e sequestro, emessi dal 3° Tribunale penale specializzato per la criminalità organizzata, sono stati eseguiti in tre stati: Rio de Janeiro, San Paolo e Bahia.
Siti web non autorizzati e prelievi bloccati.
Le indagini hanno rivelato che l'organizzazione criminale gestiva almeno dieci piattaforme di scommesse online senza l'autorizzazione richiesta dal Ministero delle Finanze: furiabet.bet, galeradabet.bet, voude.bet, alfagames.bet, pixbr.io, pixdasorte.io, jogadacerta.net, aposteibet.bet, goathbet.com e bravabet.io. I depositi effettuati dagli utenti su queste piattaforme venivano reindirizzati a società di comodo.
Il sistema fraudolento non si limitava al funzionamento irregolare dei siti di scommesse. Oltre a raccogliere fondi senza licenza, le piattaforme impedivano anche ai clienti di prelevare i fondi presenti sui propri conti, configurando, secondo le indagini, una vera e propria truffa ai danni dei consumatori.
Riciclaggio di denaro tramite criptovalute e rimesse all'estero.
Dopo essere stati raccolti i fondi delle vittime, il denaro ha seguito un elaborato circuito di riciclaggio. Il sistema prevedeva la conversione in criptovalute, la distribuzione dei fondi su più conti e il trasferimento di denaro all'estero, con l'obiettivo di reintrodurre il capitale nell'economia formale.
La dimensione finanziaria del piano è stata quantificata da un rapporto di intelligence finanziaria del Consiglio per il controllo delle attività finanziarie (COAF). Il documento raccoglie oltre 800 segnalazioni di operazioni sospette registrate tra il 2022 e il 2026 e indica transazioni finanziarie superiori a 1,4 miliardi di R$. Di questo totale, oltre 100 milioni di R$ corrispondono, singolarmente, a una sola società coinvolta nel piano.
Ricerche in tre stati
L'esecuzione dei mandati ha coinvolto la CyberGAECO della Procura di San Paolo, la GAECO della Procura dello Stato di Bahia (MPBA) e la Segreteria Premi e Scommesse (SPA) del Ministero delle Finanze, che hanno collaborato alle indagini.
Gli oggetti sequestrati variavano da stato a stato. A Rio de Janeiro sono stati sequestrati un veicolo e due telefoni cellulari. A San Paolo sono state sequestrate due auto di lusso, orologi, denaro contante, telefoni cellulari e dispositivi elettronici. In Bahia, le perquisizioni sono state effettuate in un condominio di lusso a Feira de Santana; lì, gli agenti hanno sequestrato due veicoli di alta gamma, dispositivi elettronici e denaro contante in diverse valute estere: dollari, euro, sterline britanniche, pesos cileni e soles peruviani.
Il ritrovamento di valuta estera in possesso degli indagati indica collegamenti internazionali all'interno del sistema, la cui portata è tuttora oggetto di indagine. L'operazione Dirty Bet si inserisce in un contesto più ampio di regolamentazione del settore delle scommesse in Brasile, la cui supervisione da parte del Ministero delle Finanze si è intensificata negli ultimi anni, ma che deve ancora affrontare la sfida delle piattaforme che operano al di fuori del sistema.


