La Corte Suprema brasiliana si sta pronunciando sul divieto del gioco d'azzardo e sta analizzando la depenalizzazione dei casinò terrestri.

La Corte Suprema brasiliana inizia questo mercoledì (5 agosto) il processo relativo al ricorso straordinario n. 966.177/RS, che mette in discussione la costituzionalità del divieto di gioco d'azzardo fisico in Brasile. Il caso ha rilevanza generale ai sensi del Tema n. 924 ed è stato trattato dal Ministro Luiz Fux.
Al centro del dibattito c'è l'articolo 50 del Decreto Legge n. 3.688/1941, Legge sui reati penali, che criminalizza l'esercizio di casinò, sale bingo e strutture fisiche per il gioco d'azzardo nel paese. I difensori hanno presentato memorie alla plenaria della Corte Suprema sostenendo che la disposizione, emanata 85 anni fa, non è stata recepita dalla Costituzione federale del 1988 e dovrebbe essere dichiarata atipica.
L'argomentazione centrale della difesa
Le memorie difensive sostengono che mantenere il divieto penale per gli esercizi fisici, mentre lo Stato brasiliano regola, tassa e autorizza le scommesse a quota fissa in un ambiente digitale, costituisce una contraddizione normativa insostenibile.
Il documento sottolinea che il Ministero delle Finanze ha creato un'intera struttura di controllo per le cosiddette "Bets ", piattaforme di scommesse online regolamentate dalla Legge n. 14.790/2023. La difesa sostiene che le modalità di accesso al gioco, siano esse fisiche o digitali, non possono costituire l'elemento determinante del reato. Un casinò operante in un comune del Rio Grande do Sul costituirebbe un reato; lo stesso meccanismo di scommessa, gestito tramite lo schermo di uno smartphone con l'autorizzazione fiscale federale, sarebbe legale.
Gli avvocati Maria Carolina Peres Soares Gschwenter e Laerte Luis Gschwenter sostengono che il Decreto-legge del 1941 derivasse da una matrice assiologica incentrata sulla protezione statale della "moralità e dei buoni costumi", un concetto che la Costituzione del 1988 avrebbe superato, sancendo l'autonomia individuale, il pluralismo e la libera impresa come valori fondanti dell'ordine economico.
L'attività sotterranea come argomento economico e sociale.
Oltre all'argomentazione costituzionale, le memorie sviluppano un argomento di efficienza sistemica: il divieto non ha eliminato il gioco d'azzardo in Brasile, ma ne ha piuttosto spostato l'attività nel settore informale, trasferendo il controllo del settore alla criminalità organizzata e alle milizie armate.
La difesa sostiene che questo scenario produce due effetti simultanei. Il primo è la perdita di gettito fiscale che potrebbe essere destinato alla sanità e all'istruzione. Il secondo è l'impiego informale di migliaia di lavoratori, tra cui assistenti, tecnici, guardie giurate e addetti alle pulizie, che operano senza le garanzie lavorative previste dall'articolo 7 della Costituzione federale.
Il documento sostiene inoltre che la repressione delle attività commerciali consuma risorse delle forze di sicurezza pubblica che potrebbero essere destinate alla lotta contro i crimini violenti.

Diritto comparato e modello tribale americano
A sostegno della tesi economica, i documenti citano il modello americano come punto di riferimento per l'impatto macroeconomico. In seguito alla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti del 1987 nel caso California contro Cabazon Band of Mission Indians, il Congresso degli Stati Uniti ha approvato l' Indian Gaming Regulatory Act (IGRA) nel 1988, consentendo alle comunità indigene di gestire strutture di gioco d'azzardo terrestri.
Secondo i dati presentati dalla difesa, il cosiddetto Tribal Gaming gestisce attualmente più di 520 casinò negli Stati Uniti, genera oltre 105 miliardi di dollari all'anno e sostiene circa 670 posti di lavoro diretti. I ricavi vengono legalmente reinvestiti nelle infrastrutture di base delle comunità stesse.
L'articolo afferma che il Brasile si trova in una situazione di isolamento geografico e normativo all'interno del G20 e delle Americhe, mantenendo il divieto, il che impedisce al Paese di attrarre investimenti nei settori alberghiero e dell'intrattenimento.
La richiesta alla sessione plenaria
Sulla base di tali motivazioni, la difesa chiede che la Corte Suprema in seduta plenaria respinga il ricorso straordinario e stabilisca un precedente generale riconoscendo che l'articolo 50 del Decreto Legge n. 3.688/1941 non è stato recepito dalla Costituzione del 1988. L'approvazione di tale precedente implicherebbe la dichiarazione di atipicità della gestione e dell'istituzione di sale da gioco fisiche su tutto il territorio nazionale.
Gli avvocati hanno inoltre espresso interesse per la discussione orale e hanno informato che, a causa dell'inserimento del caso nell'ordine del giorno, come previsto dal regolamento interno della Corte Suprema Federale (STF).
La decisione che la plenaria prenderà questo mercoledì va oltre il destino dei casinò, delle sale bingo e del jogo do bicho (lotteria illegale); la sentenza potrebbe determinare se lo Stato brasiliano possa mantenere due regimi giuridici per la stessa attività economica, uno criminalizzato e l'altro tassato, a seconda unicamente del meccanismo con cui il giocatore accede al gioco.


