La Corte Suprema riceve richieste contrastanti in merito alle scommesse; parere amicus curiae e sospensione del giudizio.

La Corte Suprema brasiliana (STF) ha ricevuto venerdì 4 settembre due ricorsi contrapposti nei casi che mettono in discussione la costituzionalità del quadro normativo per le scommesse a quota fissa: un ente specializzato nella prevenzione della ludopatia ha impugnato la decisione che gli ha impedito di partecipare al processo, mentre un'associazione del settore radiotelevisivo ha chiesto la sospensione della sentenza in attesa del Congresso.
I due documenti sono stati depositati nell'ambito del ricorso diretto di incostituzionalità n. 7.749/DF, proposto dal Procuratore Generale della Repubblica, che contesta le disposizioni delle leggi n. 13.756/2018 e n. 14.790/2023 per la presunta insufficiente tutela della salute mentale degli utenti delle piattaforme di scommesse, in particolare alla luce dei rischi di dipendenza e di ludopatia. Il relatore è il Ministro Luiz Fux.
Risorsa del Moderation Institute
L'Istituto di Moderazione ha presentato un ricorso interno contro la decisione del Ministro Fux del 27 agosto 2026, che ha respinto la sua richiesta di partecipare in qualità di amicus curiae. La decisione è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Elettronica il 31 agosto; il termine per il ricorso era l'8 settembre, escludendo la festività nazionale del 7 settembre.
Nella decisione impugnata, il relatore aveva ammesso PDT, ABRASF, IBJR, lo Stato del Paraná, LOTTOPAR, CNS, AIGAMING, DPU, Instituto Alana, ICCON-BRASIL e ABERT, ma aveva respinto collettivamente gli altri richiedenti, tra cui l'Instituto Moderação. La motivazione era quella di evitare "ripetizioni seriali da parte di enti con interessi e conoscenze identici in materia", al fine di preservare l'efficienza e la rapidità della procedura.
L'Istituto sostiene che il suo contributo non si sovrappone a quello degli amici curiae già ammessi. L'ente afferma che, a differenza dell'Istituto Brasiliano per il Gioco Responsabile (IBJR), qualificatosi in rappresentanza delle aziende del settore e incentrato la propria presentazione su dati operativi e iniziative di autoregolamentazione, il suo lavoro si concentra sulla dimensione tecnico-operativa della prevenzione della dipendenza dal gioco d'azzardo: identificazione precoce dei modelli di rischio, monitoraggio dei comportamenti e interventi basati su dati concreti. A riprova di ciò, la domanda di ammissione menziona il sistema IMod, strumento proprietario per l'individuazione di comportamenti a rischio.
L'ente inquadra questa competenza come direttamente rilevante per il nucleo costituzionale dibattuto nell'Azione Diretta di Incostituzionalità (ADI): l'adeguatezza, o la mancanza di adeguatezza, dei meccanismi regolamentari esistenti per la tutela degli scommettitori. La Legge n. 14.790/2023 ha già incorporato obblighi di gioco responsabile e sistemi di monitoraggio dell'attività degli scommettitori; la questione sottoposta alla Corte Suprema Federale (CSF) è proprio se tale struttura offra una protezione sufficiente ai diritti fondamentali. L'Istituto sostiene di poter fornire alla Corte elementi tecnici riguardanti la fattibilità e il funzionamento pratico di tali meccanismi.
A sostegno dell'ammissibilità del ricorso, l'Istituto ha invocato la sentenza ADI 3.396 AgR/DF, pronunciata dal giudice Celso de Mello, in cui la Plenaria, a maggioranza, ha riconosciuto la legittimità di coloro a cui era stato negato l'ingresso a impugnare la decisione del relatore mediante un controllo astratto di costituzionalità. La sentenza è stata emessa il 6 agosto 2020, quando la Corte ha accolto il ricorso a maggioranza e lo ha respinto all'unanimità. Lo stesso giudice Fux, nella stesura della sentenza RE 602.584 AgR/DF, aveva affermato che le ragioni di tale precedente, costruite in un processo soggettivo, "non sono necessariamente applicabili nel contesto di un controllo concentrato".
L'appello chiede principalmente che il Ministro Fux riconsideri la decisione e ammetta l'Istituto come amicus curiae; in via sussidiaria, che l'appello venga sottoposto all'attenzione della Plenaria. Qualora l'ammissione venga concessa, l'Istituto chiede che il suo ruolo sia limitato alle questioni rientranti nella sua area di competenza: gioco responsabile, prevenzione e individuazione precoce della ludopatia, monitoraggio comportamentale, salute mentale e meccanismi tecnologici per la tutela dei giocatori.
Richiesta di sospensione di ABERT
Già ammessa come amicus curiae nei procedimenti ADI n. 7.749, 7.721 e 7.723, l'Associazione brasiliana delle emittenti radiofoniche e televisive (ABERT) ha presentato un'istanza chiedendo la sospensione della sentenza relativa ai tre procedimenti. La motivazione risiede nel fatto che il Congresso nazionale si trova in una fase avanzata di revisione dello stesso quadro normativo oggetto di contestazione nei procedimenti.
L'associazione segnala due proposte di legge in fase avanzata di approvazione. La proposta di legge n. 2.470/2026, presentata dal senatore Damares Alves (Republicanos/DF) e da altri sei senatori, propone emendamenti alla legge n. 14.790/2023 per rafforzare la tutela della salute mentale, dei consumatori e del benessere economico familiare nel settore delle scommesse, con particolare attenzione alla prevenzione dei danni, ai meccanismi di protezione per le persone vulnerabili e alla classificazione delle modalità di gioco in base al rischio per la salute. La proposta di legge ha compiuto rapidi progressi: il 1° settembre è stata oggetto di un'audizione pubblica presso la Commissione per la Scienza, la Tecnologia, l'Innovazione e l'Informatica (CCT) del Senato; il giorno successivo, la Commissione ha approvato la relazione e la richiesta di procedura d'urgenza. La questione passerà ora alla Commissione per gli Affari Sociali e, se la procedura d'urgenza verrà approvata, potrà essere presentata direttamente alla plenaria del Senato senza passare per un'altra commissione.
Il secondo disegno di legge, PL n. 2.985/2023, presentato dal senatore Styvenson Valentim (RN), riguarda la pubblicità delle scommesse a quota fissa, concentrandosi sulla responsabilità sociale d'impresa, sulla tutela dei consumatori e sul divieto di pubblicità rivolta ai minori. È stato approvato dalla Plenaria del Senato il 28 maggio 2025, nella forma del testo sostitutivo del relatore, il senatore Carlos Portinho (PL/RJ), e trasmesso alla Camera dei Deputati l'11 giugno 2025.
ABERT sostiene che, in ambiti caratterizzati da un'elevata complessità normativa, la teoria delle capacità istituzionali raccomanda di accordare deferenza al potere legislativo, soprattutto in assenza di inerzia da parte del Congresso. Al contrario, l'ente afferma che è in corso un dibattito attivo: si è passati dall'assenza di regolamentazione a una disciplina embrionale nel 2018 e, successivamente, alla Legge n. 14.790/2023; ora, il potere legislativo sta riprendendo il dibattito alla luce dell'esperienza maturata.
A sostegno della richiesta, la petizione cita un precedente di questa Corte, in cui si menziona la sentenza ADI n. 4.530, in cui la Corte ha ritenuto necessario tenere conto del quadro normativo vigente e dei ruoli degli altri poteri dello Stato al fine di non imporre al potere legislativo un "perfezionismo irraggiungibile". Si cita inoltre la sentenza ADI n. 7.633, in cui la Corte Suprema ha sospeso gli effetti di un'ingiunzione preliminare in attesa di una soluzione interistituzionale in merito all'esenzione dall'imposta sui salari.
L'associazione sottolinea inoltre che le misure precauzionali concesse dal Ministro Fux e ratificate dalla Plenaria con le ADI n. 7.721 e 7.723 hanno già prodotto effetti concreti, innescando l'immediata applicazione dell'Ordinanza SPA/MF n. 1.231/2024 relativa alla pubblicità rivolta a bambini e adolescenti e al divieto di utilizzo di risorse provenienti da programmi sociali per le scommesse. Per ABERT, ciò dimostra che la Magistratura e il Legislativo perseguono simultaneamente la tutela degli stessi diritti legali, ciascuno entro i limiti previsti dalla Costituzione.
La richiesta è di sospensione delle tre azioni fino alla conclusione dei dibattiti legislativi o, quantomeno, per un periodo di tre mesi.
Resta da definire la posizione del relatore in merito alle due petizioni; ammettere il Moderation Institute come amicus curiae implicherebbe riconoscere la specificità tecnica del suo contributo rispetto agli enti già presenti nel processo; concedere la sospensione richiesta da ABERT significherebbe attendere un esito legislativo i cui tempi e la cui portata sono ancora incerti.


