Toffoli avverte che vietare le scommesse sportive espande il mercato illegale.

Il ministro Dias Toffoli ha avvertito, durante una sessione plenaria della Corte Suprema Federale (CFT) tenutasi giovedì 6 agosto, che un divieto assoluto delle scommesse sportive potrebbe espandere il mercato illegale e rendere impossibile la supervisione statale. "Se si vieta tutto, si finisce nell'illegalità. E l'illegalità è peggio, perché lo Stato non ha alcun controllo", ha dichiarato.
La manifestazione si è svolta durante il processo in cui la Corte Suprema Federale (CFT) sta analizzando se l'articolo 50 della Legge sui reati penali, che criminalizza lo sfruttamento del gioco d'azzardo, sia stato accolto dalla Costituzione del 1988. Il ricorso ha riconosciuto una risonanza generale e discute la compatibilità della norma con principi quali la libera iniziativa, l'autonomia individuale e la proporzionalità.
Scommesse illegali e Pix
Toffoli ha citato dati macroeconomici forniti da un istituto finanziario per illustrare la crescita delle piattaforme clandestine. Secondo il ministro, 15 dei 20 principali destinatari dei trasferimenti di Pix da tale istituto sono siti di scommesse illegali.
Queste operazioni utilizzano i CNPJ (codici fiscali aziendali brasiliani) che scompaiono dopo la raccolta dei fondi, lasciando gli scommettitori senza alcun modo di recuperare le somme trasferite. "Ingannano i cittadini e spariscono dal mercato", ha affermato Toffoli.
Il ministro ha distinto tra società legalizzate, che compaiono nelle trasmissioni sportive, e piattaforme clandestine. Secondo lui, queste ultime rappresentano il problema più grave perché operano al di fuori della portata degli organi di controllo, anche nel caso di siti web con sede in paesi con cui il Brasile non intrattiene relazioni diplomatiche.
Impatto sociale e contesto normativo
Secondo il ministro, il fenomeno del gioco d'azzardo colpisce persone di tutte le età, classi sociali e livelli di reddito. "Dobbiamo considerare oggi il problema del gioco d'azzardo come una malattia sociale", ha affermato.
Toffoli ha inoltre sottolineato che l'espansione delle scommesse online ha creato una realtà completamente diversa da quella esistente al momento dell'emanazione della legge sui reati penali nel 1941. "È un mondo nuovo, complesso e difficile. Non è il mondo degli anni '40. Dobbiamo davvero dedicargli più tempo", ha concluso.
Disaccordo e sospensione del giudizio
Il relatore del caso, il giudice Luiz Fux, ha votato a favore della validità della norma. Il giudice Flávio Dino ha condiviso tale conclusione, ma ha sostenuto che la Corte Suprema dovrebbe valutare, in modo coordinato, le azioni relative alla regolamentazione delle scommesse, al fine di evitare trattamenti incompatibili tra le diverse tipologie di gioco.
Il disaccordo sulla portata della sentenza ha indotto Dino a richiedere una revisione, che ha portato alla sospensione dell'analisi. Il caso è in fase di elaborazione ai sensi del regolamento RE 966.177.


