Il dibattito sulle scommesse si è spostato dalla legalizzazione all'introduzione di nuove restrizioni.

Il dibattito normativo sulle scommesse e sulle scommesse sportive in Brasile è entrato in una nuova fase. Dopo la legalizzazione del settore, il governo e il Congresso stanno concentrando i loro sforzi sulla limitazione della pubblicità, sulla tutela dei consumatori e sulla lotta contro gli operatori illegali, come rivela Poder360.
Il movimento ha acquisito visibilità questo venerdì (26) quando il Ministro delle Finanze, Dario Durigan, ha dichiarato che il gruppo economico sta studiando la possibilità di limitare la pubblicità delle scommesse durante le trasmissioni delle partite dei Mondiali. La proposta prevede un trattamento simile a quello applicato ad alcol e sigarette. Durigan ha persino suggerito avvisi come: "Il Ministero delle Finanze avverte: scommettere fa male alla salute e fa perdere il reddito".
L'inasprimento del discorso si verifica parallelamente a un ciclo di espansione accelerata del settore. Nel 2025, il mercato ha generato 9 miliardi di real brasiliani di entrate federali. Nei primi cinque mesi del 2026, il valore aveva già raggiunto quasi 6 miliardi di real, con un incremento dell'86% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
La pubblicità nel mirino degli organismi di regolamentazione.
Nella stessa settimana, il Senacon (Segretariato Nazionale per la Tutela dei Consumatori) ha avviato un'indagine su possibili pratiche abusive nell'inserimento di quote di scommessa durante le trasmissioni dei Mondiali di calcio su CazéTV. Per Lorena Dinarowski, avvocata dello studio Bruno Boris Advogados, l'iniziativa riflette un cambiamento di prospettiva da parte degli enti pubblici, che hanno iniziato a monitorare le modalità di presentazione del prodotto al consumatore. "Lo scenario più probabile non è un divieto delle scommesse, ma un rafforzamento delle norme operative del settore, soprattutto per quanto riguarda la pubblicità", ha affermato. Avverte che le quote vengono spesso integrate nella narrazione delle partite, assumendo l'aspetto di consigli piuttosto che di pubblicità.
Lucas Tavares, socio dello studio legale Andrade Maia Advogados, vede questa mossa come una naturale conseguenza della legalizzazione. "La legalizzazione è solo il punto di partenza. La sfida è calibrare le normative per preservare il mercato legale, proteggere gli scommettitori e combattere gli operatori clandestini", ha affermato, citando il Regno Unito e i Paesi Bassi come paesi che hanno migliorato le proprie regole con la maturazione del mercato.
Plínio Lemos Jorge, presidente dell'ANJL (Associazione Nazionale Giochi e Lotterie), ha assunto una posizione contraria. Secondo lui, il settore dispone già di una legislazione completa e di meccanismi di autoregolamentazione. "Qualsiasi iniziativa volta a limitare la pubblicità delle case da gioco non farà altro che favorire la partecipazione di siti web clandestini", ha affermato, citando l'esperienza italiana, dove severe restrizioni hanno favorito il mercato illegale.
Tensione tra protezione sociale e riscossione delle entrate.
Gli esperti indicano nella dipendenza fiscale dello Stato dal settore il principale ostacolo all'adozione di misure più drastiche. Juliana Sene Ikeda, avvocata dello studio legale Campos Thomaz Advogados, ritiene che il governo abbia compiuto progressi nella lotta alla dipendenza e nell'identificazione dei consumatori, ma si trovi di fronte a un limite strutturale: "Maggiore è la dipendenza dalle entrate fiscali, minore è lo spazio politico per l'adozione di misure volte a ridurre il volume del gioco d'azzardo".
Marcos Poliszezuk, dello studio legale Poliszezuk Advogados, descrive la contraddizione come qualcosa di intrinseco al modello. "Più il mercato cresce, più lo Stato incassa; più lo Stato incassa, meno incentivi ci sono per misure che potrebbero contrarre il mercato", ha affermato. Per lui, un'inversione di rotta rispetto alla normativa è improbabile; l'unica strada percorribile è quella di inasprire le regole operative.
Convergenza tra potere legislativo e potere esecutivo.
Nonostante i disaccordi sull'intensità, c'è consenso tra il Congresso e il Tesoro sulla necessità di un mercato formale e tassato. Maristela Ferreira de Souza Miglioli, dello studio legale Ciari Moreira Advogados, sottolinea che gli oltre 230 progetti di legge sulle scommesse attualmente in discussione in Parlamento indicano che l'attenzione si è spostata dall'autorizzazione al miglioramento della salute pubblica e delle norme operative per le imprese, con particolare attenzione a un modello di licenze internazionali.
Caio Ruotolo, socio dello studio legale Silveira Advogados, riassume così le differenze principali: "Il Dipartimento del Tesoro tende a difendere un modello più orientato alla generazione di entrate, mentre il Congresso cerca di modulare l'impatto politico, economico e sociale della regolamentazione".
Per Henrique Gasparino, CEO di NimbusTax, il dilemma centrale per il team economico è trovare un punto in cui inasprire le regole non comprometta il mercato legale. A suo dire, restrizioni eccessive non solo riducono le entrate, ma "incoraggiano anche gli scommettitori a migrare verso piattaforme clandestine".


