In Paraná, un tribunale ordina a una piattaforma di scommesse di risarcire un utente affetto da ludopatia.

Un tribunale dello stato del Paraná ha ordinato a una piattaforma di scommesse sportive di risarcire un utente che ha sviluppato una dipendenza dal gioco d'azzardo dopo aver piazzato circa 39 scommesse in quattro mesi, spendendo denaro ereditato. La sentenza, emessa dal 9° Tribunale Civile di Curitiba, impone il pagamento di oltre 142 R$ al giocatore.
Il caso mette in luce la responsabilità delle piattaforme di scommesse in merito al comportamento compulsivo dei loro utenti. Il giudice ha riconosciuto che la società aveva accesso all'intera cronologia dell'account e che, pur in presenza di un modello di utilizzo chiaramente anomalo, non ha adottato misure efficaci per mitigare il danno.
Secondo quanto emerso dal procedimento, che rimane riservato, il giocatore avrebbe effettuato circa 39 scommesse in 131 giorni, pari a quasi 300 al giorno. Gli importi che la piattaforma dovrà corrispondere ammontano a R$ 133.211,76 per danni materiali, R$ 4.018,92 per spese mediche e R$ 5 per danni morali; escludendo interessi e adeguamenti all'inflazione, il totale supera i R$ 142.
Diagnosi e motivi di condanna
Il comportamento compulsivo ha portato a diagnosi di dipendenza dal gioco d'azzardo, disturbo d'ansia generalizzato e depressione moderata. Il giocatore ha anche riferito problemi fisici correlati allo stress.
Nella sentenza, il magistrato ha affermato che la piattaforma aveva pieno accesso alla cronologia delle scommesse del cliente, alla frequenza di utilizzo e agli importi delle transazioni. Pur disponendo di questi dati, la società non è riuscita a dimostrare di aver adottato misure concrete per mitigare i rischi. Il giudice ha scritto che la piattaforma "ha continuato a sfruttare economicamente l'attività compulsiva del consumatore senza dimostrare l'adozione di misure efficaci volte a mitigare i rischi inerenti alla situazione successivamente diagnosticata".
In base al Codice di tutela dei consumatori, la condanna si fondava sulla mancata fornitura del servizio.
Argomentazioni respinte dalla difesa.
Durante il procedimento, la società ha presentato due argomentazioni principali. La prima era che la piattaforma non era operativa nel periodo in cui si erano verificate le scommesse. Il giudice ha respinto tale argomentazione perché il marchio presentato al consumatore era lo stesso, il che impediva all'utente di individuare eventuali cambiamenti interni nella gestione.
La seconda argomentazione era che le perdite finanziarie sono rischi intrinseci delle scommesse sportive. Tuttavia, la corte ha stabilito che l'estrema frequenza di utilizzo della piattaforma collocava il caso al di fuori dei limiti del rischio ordinario per tale attività.
Il giocatore d'azzardo aveva anche richiesto un risarcimento per i mancati profitti, sostenendo di aver smesso di lavorare a causa di problemi di salute insorti durante quel periodo. La richiesta è stata respinta per mancanza di prove sufficienti a quantificare il reddito che avrebbe perso.
L'avvocato Eduardo Rios Sánchez, che ha difeso il giocatore, ha affermato che "la sentenza ha assolto alla funzione costituzionale di tutela dei consumatori. I giocatori sono estremamente vulnerabili nel loro rapporto con i siti di scommesse e la ludopatia è una malattia molto grave che i siti di scommesse dovrebbero prevenire, anziché sfruttare. Il tribunale del Paraná ha seguito, in modo molto fondato, la tendenza nazionale che abbiamo riscontrato in altri tribunali del Brasile".
La decisione può ancora essere impugnata dinanzi a tribunali superiori.


