Bingo.

Parere I 24.03.04

A cura di: sync

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1. Osservazioni rilevanti
Prima che qualsiasi visione distorta o intellettualmente limitata, confinata nei confini di un ufficio privo di qualsiasi chiarezza, tenti di immaginare il contrario, è necessario precisare che le riflessioni che seguono non sono presentate ai lettori con lo scopo di fornire giustificazione legale, difesa o attacco a nessuno dei soggetti coinvolti nell'episodio che rimane sulle pagine di giornali, riviste e notiziari televisivi, nonché frequentando altri organi di informazione.1], e che è correlato alla chiusura delle sale bingo in Brasile per "colpo di penna", attraverso il provvedimento provvisorio n. 168, del 20 febbraio 2004, pubblicato in edizione extra pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione nella stessa data.
L'osservazione di cui sopra è pertinente, dato che le istituzioni pubbliche che godono di un ragionevole prestigio sociale e i loro agenti, che in molti casi mancano di credibilità anche tra i loro pari, hanno spesso, e per lo più per pura malafede o ignoranza della legge, fornito le interpretazioni più fuorvianti di fatti e questioni, innescando ingiustizie che anche la persona più disinformata non causerebbe se fosse priva di qualsiasi pregiudizio dittatoriale e dispotico.
2. Il provvedimento provvisorio e alcune delle sue motivazioni.
Il gioco d'azzardo legato al "Bingo" è stato oggetto di regolamentazione nel recente passato, apparentemente con buone intenzioni, ai sensi delle cosiddette "Legge Zico" e "Legge Pelé", e con la modifica di quest'ultima, l'attività è caduta nell'illegalità, operando solo in virtù di ingiunzioni emesse in vari casi giudiziari.
Un notiziario trasmesso da "TV Cultura" la sera di venerdì 27 febbraio 2004 ha riferito che il giovedì precedente la pubblicazione dell'articolo su una rivista a diffusione nazionale che ha scatenato la discussione sui "Bingos", il Presidente della Repubblica aveva in mano una Misura Provvisoria che regolamentava completamente l'attività dei "Bingos" in Brasile, ma che la pubblicazione dell'articolo di cronaca aveva annullato la suddetta Misura Provvisoria.
Il fatto è che nell'articolo bomba pubblicato compariva il nome dell'"uomo forte" del governo federale, vale a dire il presidente della Repubblica, il signor José Dirceu, poiché il principale coinvolto nello scandalo e accusato di vari reati era anche l'"uomo forte" del ministro Dirceu, con il quale, tra l'altro, aveva condiviso un appartamento per un certo periodo, come riportano anche le notizie di cronaca.
È innegabile, e per nulla frivolo affermarlo, che il signor Waldorimo Diniz, il principale personaggio coinvolto nello scandalo e il collegamento tra l'episodio e i vertici del Governo federale, era un "uomo di fiducia" dell'"uomo di fiducia" del Presidente della Repubblica.
Tuttavia, è stato solo dopo la pubblicazione dell'articolo di cronaca e la consapevolezza dei suoi primi effetti sismici in tutta la società, comprese le ripercussioni sulla fiducia degli investitori nazionali e stranieri, che il Presidente della Repubblica si è preoccupato di annunciare, in un altro dei suoi brillanti discorsi, e di emanare a tempo di record, non senza numerose scappatoie che consentono e consentono la concessione di altre ingiunzioni, il provvedimento provvisorio n. 168, del 20 febbraio 2004, che vieta, su tutto il territorio nazionale, l'esercizio di tutte le forme di gioco del bingo, nonché dei giochi su apparecchi elettronici, noti come "slot machine", indipendentemente dalla loro denominazione commerciale.
Sebbene siano state avanzate argomentazioni a favore del provvedimento, sostenendo che lo sfruttamento di tali giochi si presta al riciclaggio di denaro, alla prostituzione minorile e ad altre attività illecite, bisogna riconoscere che l'improvvisa misura è stata emanata solo per minimizzare lo scandalo, con l'obiettivo di dare l'impressione che il ministro José Dirceu e il governo federale siano esenti da qualsiasi responsabilità per le illegalità denunciate, liberandoli così da qualsiasi responsabilità diretta o indiretta, almeno agli occhi dell'opinione pubblica, in particolare del ministro José Dirceu.
È anche chiaro e risaputo che il Partito dei Lavoratori, che detiene le posizioni di vertice nel governo federale, sotto la guida del Presidente della Repubblica, sta cercando a tutti i costi di evitare una Commissione parlamentare d'inchiesta presso il Congresso nazionale.2], per non indagare l'episodio da nessuna angolazione, come ha avuto cura di sottolineare la seconda edizione del "Jornal da Globo" del 1° marzo 2004.
Affermare che il gioco d'azzardo è illegale e quindi proibito solleva già una prima domanda: se era già illegale, quale giustificazione esiste per la mancanza di un controllo efficace da parte delle agenzie responsabili fino allo scoppio dell'episodio che ha coinvolto alti funzionari federali?
Si noti che, dopo l'emissione del provvedimento provvisorio, la polizia federale ha immediatamente iniziato a svolgere operazioni in tutto il Paese per contrastare il gioco d'azzardo, sequestrando macchine e documenti, sigillando gli esercizi commerciali, ecc., e agisce in questo modo quotidianamente.
Anche affermare che il gioco d'azzardo faciliti il ​​riciclaggio di denaro non è convincente, poiché è risaputo che molte altre attività legali in Brasile si prestano al riciclaggio di denaro, e tuttavia il governo federale non ha, fino ad oggi, emanato alcuna misura provvisoria che impedisca tali attività, che riguardano il settore alberghiero, le agenzie di viaggio, l'acquisto e la vendita di pietre e metalli preziosi, i trasferimenti di atleti, ecc.
Affermare, inoltre, che il gioco d'azzardo favorisce la prostituzione minorile e che quindi ne rende necessario il divieto è infantile, perché, seguendo una logica così assurda, i governi dovrebbero smettere di incoraggiare il turismo nelle diverse regioni del Paese e proibirlo del tutto, visto che è risaputo che decine di stranieri arrivano in Brasile in cerca di giorni di vacanza. caldo coinvolti nella stessa prostituzione.
Se c'è un'attività illecita che è un riflesso di qualsiasi altra attività, comprendiamo che ciò che si dovrebbe fare è monitorarla rigorosamente, e non dovrebbe essere diverso nel caso delle sale Bingo, dove ora l'impressione è che fino a quando "non è esplosa la bomba" tutto fosse loro permesso.
3. Il principio di impersonalità
Commentando su principio di impersonalità Maria Sylvia Zanella Di Pietro osserva che essa è “legata alla finalità pubblica che deve guidare ogni attività amministrativa. Ciò significa che l’Amministrazione non può agire in vista di danneggiare o avvantaggiare determinati soggetti, poiché è sempre l’interesse pubblico che deve guidare il suo comportamento”(1).
È importante sottolineare anche la questione dell' moralità amministrativaE a tal fine, ci avvarremo ancora una volta degli insegnamenti del suddetto giurista, il quale, appoggiandosi ad Antonio José Brandão (RDA 25:454), ci presenta il seguente insegnamento: “Lo stesso autore dimostra che Maurice Hauriou fu il primo ad affrontare l’argomento, avendo fatto la sua definitiva dichiarazione nella decima edizione del Precis de Droit Administratif, dove definisce la moralità amministrativa come l'«insieme delle regole di condotta derivanti dalla disciplina interna dell'Amministrazione»; ciò implica saper distinguere non solo la bene e il male, il legale e illegaleo solo e slealeo conveniente e svantaggio, ma anche tra i onesto e disonestoEsiste una morale istituzionale, contenuta nella legge, imposta dal Potere Legislativo, e c'è una morale amministrativa, che «si impone dall'interno ed è vigente nello stesso ambito istituzionale e condiziona l'uso di qualsiasi potere legale, anche discrezionale» (2).
Da tutto ciò, le domande logicamente risultanti sono le seguenti:
1) Dato lo scenario presentato, che coinvolge alti funzionari del governo federale, l'emanazione del provvedimento provvisorio n. 168 del 20 febbraio 2004 era intesa a favorire "determinate persone" oppure no?
2) Il “potere giuridico” utilizzato dall’amministrazione nell’emanare il provvedimento provvisorio di cui sopra è basato sulla moralità amministrativa?
2) C'è stata o non c'è stata una violazione dei principi di imparzialità e moralità?
4. Conclusione
Il semplice sospetto di legami tra una determinata attività commerciale e attività illegali non può autorizzare, di punto in bianco e da un giorno all'altro, il cambiamento radicale adottato dal Governo federale, che comporta il divieto indiscriminato dell'attività principale.
Se consentire o meno il gioco d'azzardo; se legalizzarlo o meno, è una questione che deve essere analizzata con criteri chiari, oggettivi ed equi, con prudenza e responsabilità, osservando le linee guida dello Stato di diritto democratico, nonché le regole e i principi che informano la Costituzione federale.
note:
1). DI PIETRO, Maria Sylvia Zanella. Legge amministrativa, 12a ed., San Paolo, Atlas, 2000, p. 71.
2). DI PIETRO, Maria Sylvia Zanella. Ob., cit., p. 78.
[1Vedi, ad esempio: http://noticias.terra.com.br/brasil/interna/0,,OI270670-EI1194,00.html
[2] Il PT ha ignorato le accuse contro Waldomiro Diniz nel 2003."Alcuni parlamentari avevano addirittura messo in guardia il Palazzo Presidenziale sul passato di Waldomiro Diniz già nel 2003, il primo anno del governo Lula. Il deputato federale Dr. Rosinha (PT-PR) rivela che all'interno del gruppo parlamentare del partito erano giunte informazioni sul coinvolgimento dell'ex consigliere in attività criminali. Rosinha afferma di aver richiesto documenti ma di non aver mai ricevuto nulla contro Waldomiro, quindi non ha rilasciato dichiarazioni. 'Non ho avvertito nessuno perché non c'erano prove. I commenti sono stati fatti, in generale, all'interno del gruppo parlamentare'. Oggi, il deputato ritiene superflua l'apertura di una Commissione parlamentare d'inchiesta per indagare sul periodo in cui Waldomiro ha ricoperto il ruolo di consigliere del Palazzo Presidenziale. 'Non ce n'è bisogno. Non ci sono indicazioni di un coinvolgimento da parte di ministri o del presidente'. A suo parere, il Capo di Gabinetto, José Dirceu, non dovrebbe essere rimosso durante le indagini. Il parlamentare del PT difende la creazione di una CPI (Commissione Parlamentare d'Inchiesta) sulle Loterj (Lotterie di Rio de Janeiro), presieduta da Waldomiro nel 2002. E afferma che..." "La revoca del segreto bancario, telefonico e fiscale nei confronti dell'ex consigliere è essenziale per le indagini già avviate dalla Polizia Federale. 'Con la revoca del segreto bancario, che deve essere ottenuto per via giudiziaria, sarà possibile scoprire da dove provenivano i suoi soldi e dove sono andati a finire'".
(*) Renato Flávio Marcão – Membro della Procura della Repubblica dello Stato di San Paolo. Laurea Magistrale in Diritto Penale, Politico ed Economico. Specialista in Diritto Costituzionale. Professore di Diritto Penale, Procedura Penale ed Esecuzione Penale (Laurea Triennale e Specialistica). Ex Coordinatore Culturale della Scuola Superiore della Procura della Repubblica dello Stato di San Paolo. Socio fondatore e Presidente dell'AREJ – Accademia di Studi Giuridici di Rio Preto, ed ex Coordinatore del Centro di Diritto Penale, Procedura Penale e Criminologia. Membro di Associazione internazionale di diritto penale (AIDP). Membro associato dell'Istituto brasiliano di scienze criminali (IBCCrim). Membro dell'Istituto di scienze penali (ICP). Membro dell'Istituto di studi in diritto penale e procedurale. Membro della Commissione regionale di bioetica e biodiritto dell'OAB - São José do Rio Preto-SP. Autore dei libri: Diritto dell'esecuzione penale annotato (Saraiva, 2001) e Narcotici - Leggi 6.368/76 e 10.409/02 annotate e interpretate (Saraiva, 2004). Corso di esecuzione penale (Saraiva, di prossima pubblicazione).

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