Ian Cook è uno specialista in conformità alle normative sportive.

Le indagini sull'Operazione "Massima Pena", condotte dalla Procura di Goiás, che indaga su presunti casi di combine in partite di calcio professionistiche in Brasile, hanno raggiunto la Série A del campionato brasiliano. Si ritiene che almeno sei partite della prima divisione dello scorso anno siano state prese di mira dall'operazione, che, secondo le indagini, ha visto la partecipazione di giocatori.
L'ultimo scandalo su questo tema è scoppiato quasi contemporaneamente al dibattito sulla proposta del governo federale di regolamentare il mercato delle scommesse sportive in Brasile. Secondo l'esperto di conformità sportiva Ian Cook, i nuovi fatti rivelati dall'operazione "Massima Pena" rafforzano la necessità di attuare questa regolamentazione.
"Ogni giorno che passa, diventa sempre più evidente che la regolamentazione di questo mercato contribuirebbe a creare un ambiente equo per gli scommettitori, i club e le case scommesse stesse, attraverso l'adozione di meccanismi di controllo efficaci per identificare, prevenire e punire qualsiasi frode", afferma.
L'esperto sottolinea che, attualmente, alcune aziende del settore stanno investendo molto nell'implementazione di procedure e strumenti per il controllo e l'individuazione delle irregolarità, ma gli obblighi dovrebbero essere gli stessi per tutti gli operatori. "La regolamentazione creerà un ambiente più equo, poiché stabilirà requisiti minimi per il monitoraggio e la segnalazione delle anomalie che dovranno essere rispettati da tutti gli operatori", spiega.
Combattere l'impunità
L'attuale scandalo è il secondo che coinvolge diverse partite della stessa edizione del campionato brasiliano di Série A. Il primo risale al 2005, quando le autorità scoprirono un sistema di manipolazione arbitrale (la "Whistle Mafia") volto a favorire i gruppi di scommesse. In quell'occasione, le partite finirono per essere annullate, una situazione che influì direttamente sull'andamento della competizione.
Finora, le combine individuate nel Campionato brasiliano del 2022 non sembrano essere state abbastanza decisive da influenzare l'andamento del torneo. Nella maggior parte dei casi, i giocatori hanno forzato situazioni individuali, come ad esempio ricevere un cartellino giallo.
Queste manipolazioni mettono in luce un aspetto curioso – per non dire surreale? – del mercato delle scommesse: molti bookmaker permettono di guadagnare pronosticando praticamente tutto in una partita di calcio. Non solo il risultato in sé (una situazione che forse dipendeva dalla collaborazione simultanea di decine di atleti), ma anche questioni che coinvolgono scelte soggettive e atteggiamenti individuali, come ad esempio il cartellino giallo o rosso ricevuto da un giocatore.
Quando si verifica quest'ultimo tipo di frode, la vittima principale non è necessariamente un club, ma piuttosto la società di scommesse e il gruppo di scommettitori. D'altra parte, come riconosce Cook, la reputazione del campionato finisce per esserne compromessa.
"Ci troviamo in uno scenario in cui numerosi operatori del settore delle scommesse sportive investono nel campionato. Le aziende del settore sponsorizzano i club e le competizioni stesse. Inoltre, durante le trasmissioni, i tifosi sono costantemente bombardati da pubblicità legate a questo argomento. In questo contesto, è fondamentale chiarire che esiste un controllo efficace", afferma l'esperto.
Secondo lui, la prevenzione e la lotta all'impunità sono elementi chiave di questo processo. "Non si potrà impedire alle organizzazioni criminali di molestare i giocatori, cercando di convincerli a partecipare a schemi illegali. Ma si può dimostrare che il controllo esiste ed è efficace. E che ci saranno punizioni per coloro che sono coinvolti nelle partite truccate", afferma. ( Máquina do Esporte )


